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Migliori vini italiani 2011

Tegolaro 2008, Oscano 2009 e Poggio Canneto 2009

2011
(continua) TEGOLARO 2008 voto 92/100
Sensazioni: la potenza e la concentrazione le sue massime doti, che rendono il contatto sempre stupendamente viscoso. Allo sguardo, nero in modo impenetrabile; all'olfatto, di concentrazione tale che per deviluppare la sua polposità più dolce, occorre perforate con inalazione profonda gli strutturanti strati di tannino, quelli aromatizzanti di menta e di tostatura dcl rovere. Viscoso infine il suo durante di bocca, che al contatto si svela denso e pseudocommestibile, tal quale la polpa disidratata d'una prugna, da un focoso sole parzialmente, dolcemente passita. Un vino non solo di consistenza massima, un vino di favolosa souplesse morbido/tannica del gusto.

OSCANO 2009 voto 89/100
POGGIO CANNETO 2009 voto88/100
Il rigore viticolo di questa produzione impressiona. Origina infatti nella conduzione e nella selezione esasperata del vigneto la concentrazione rilevata dai vini di Carini Co.rio e Marco. Il Poggio Canneto 2009 bianco di ricchezza e morbidezza tipicamente alsaziana. L’Oscano 2009 un fuoriclasse di gran fittezza e di rotondità, di suadenza gustativa non comune. Il Tegolaro 2008 un fuoriclasse assoluto di massima concentrazione. Fra i rossi stabilmente pi maestosi, equilibrati e nitidi non solo della regione. Un gran vino che illustra anche le virtù enologiche del suo produttore.

Vini d'Italia 2011

Tegolaro 2008, Oscano 2009 e Poggio Canneto 2009

2011
(continua) Tegolaro di nuovo sugli scudi. Il rosso principe della cantina, da uve merlot e cabernet sauvignon, offre una versione 2008 di belle prospettive. Il quadro aromatico piuttosto scuro, dominato da note tostate, di frutti neri e pepe rosa, il palato ancora in via di definizione ma l'energia del frutto promette un futuro luminoso; anche alla luce della strada trovata oggi dal 2007, che pareva ancora più ingarbugliato. Cresce e si trasforma il Poggio Canneto 2009, da uve chardonnay e pinot bianco, per la prima volta frutto di un breve passaggio in legno nuovo. Splendido l'Oscano 2009, da sangiovese e gamay perugino, intensamente fruttato e ricco di spezie al naso, caldo e avvolgente in bocca.

L'espresso

Vini d'Italia 2011, Tegolaro 2008, Poggio Canneto 2009

(continua) Tegolaro 2008 voto 16/20
Impenetrabile nel colore, esuberante nei profumi, dai tratti rustici e vegetali, e sostanzioso al palato, dove convivono densità e freschezza.

Poggio Canneto 2009 voto 15/20

Duemilavini 2008

Tegolaro 2005, Poggio Canneto e Òscano 2006

2008
(continua) TEGOLARO 2005 voto 4/5
Un vino molto fine sin dal colore , rubino di media trasparenza. Si esprime facilmente tra note di ibisco, ribes rosso, menta, cenni di un'incipiente speziatura. Al palato esattamente come ce lo aspettavamo: elegante, senza esagerata presenza fisica, di ottima freschezza, con tannini levigati e ben amministrati, Finale ampio e variegato, Elevato per un anno in barrique nuove, darà il meglio sé su una succulenta Chianina al Sangue.

POGGIO CANNETO 2006 voto 4/5
Smagliante paglierino. Banana, mimosa, aromi di biscotto sfumano su intense note minerali. L'assaggio è impegnativo, caratterizzato da un incipit morbido, dovuto in gran parte all'alcol che si scioglie poi nella sapidità di fondo. Chiusura soddisfacente, di buona lunghezza. Vinificato e maturato in acciaio, è un vino più da carni bianche che da pesce. Provatelo, ad esempio, sul coniglio in porchetta.

OSCANO 2006 voto 3/5
Naso giovanile ma non banale, con note di ciliegia rossa, viola mammola, rinfrescanti spunti di erbe aromatiche. In bocca, pur nella sua impostazione lineare e beverina, riesce ugualmente ad essere gradevole. Finale pulito, senza alcun cedimento verso sensazioni amarognole. Maturato in barrique di 2° passaggio per tre mesi. Ottimo sui fagioli zolfini con nervetti di maiale.

Migliori vini italiani 2008

Tegolaro 2005

2008
(continua) Voto 94/100
Sensazioni: il suo profumo è dolcezza sublime: una bacca piccola di bosco, una fragola, che per combinarsi e per così dolcemente esprimersi ha bisogno del contemporaneo soddisfarsi di più di una condizione tecnica altamente qualificante. L'equilibrio polpa/tannino, la qualità del ceduto del rovere, la durata di contatto, la trasparenza assoluta dell'enologia di trasformazione e sviluppo. Su tutto: la qualità d'origine della sua bluastra uva natia. E qui è nitidamente stupenda la cristallina definizione, la linfatica e clorofillosa dolcezza del suo aroma e profumo: note che fissano la sua integrità enologica di trasformazione a livelli di purezza davvero sentitamente avvolgenti. Un gran cru di Bordeaux d'apollineo nitore olfattivo. Fra i migliori rossi dell'anno, chapeau.

Duemilavini 2006

Tegolaro 2003, Oscano e Poggio Canneto 2004

2006
(continua) TEGOLARO 2003 voto 4/5
Rubino carico, con decisi riflessi porpora. Naso splendido, ricco e complesso di cassis, visciole sciroppate, note speziate non scontate. Tabacco biondo e sensazioni incensate ne ampliano il bagaglio aromatico. In bocca sembra disegnato per compiacere il palato: polposo, profondo, caldo, dotato di fitta tessitura tannica integrata nella ricchezza d'estratto. Grande spessore e grande finale. Un anno in barrique di primo passaggio. Va esaltato su un filetto in crosta.

OSCANO 2004 voto 3/5
Progettato per un pubblico giovane, è un vino dalla piacevolezza immediata, che gioca la sua carta vincente con un approccio olfattivo intrigante e piacevole; piccoli frutti di bosco, lamponi, fragoline, sentori di humus, felce, alloro, delineano un quadro vivace e invitante. In bocca una freschezza prorompente si somma alla componente tannica e ad una carica sapida di rilievo, sbilanciandone un po' l'equilibrio gustativo. Il finale resta comunque lungo, e le componenti dure gli regalano, proprio loro, un sorso della facile gradevolezza. Matura per 3 mesi in barrique. Su una zuppa di legumi con crostini di pane tostato sarà perfetto.

POGGIO CANNETO 2004 voto 3/5
Paglierino tenue e luminoso. Emergono fiori bianchi, acacia e mughetto, seguiti da sciroppo d'ananas, salvia, timo e un supporto minerale. Bocca di chiara impronta sapida e fresca, opportunamente corroborata da percettibile apporto calorico e glicerico. Finale vivo e lungo, che svolge in modo perfettamente coerente i toni olfattivi fruttati e salmastri. Vendemmia tardiva per il 20% delle uve. Maturazione in acciaio. Abbinabile a filetti fritti di tinca.

Alm. del benessere 2006

Oscano 2004

2006
(continua) Dopo un anno di rodaggio, conquista un meritato Oscar il nuovo vino dei fratelli Carini. L'Òscano, che nasce per far compagnia alle due ammiraglie aziendali (Tegolaro e Poggio Canneto), oltre che per intercettare una nuova fascia di mercato, si presenta rosso rubino mediamente intenso. Dopo un'iniziale incertezza si apre al naso in maniera netta ed inequivocabile, con nuances di ciliegia visciola e ribes rosso. Bocca snella, molto piacevole e di grande beva.

Guida dei vini italiani 2005

Tegolaro 2003, Oscano e Poggio Canneto 2004

2005
(continua) TEGOLARO 2003 voto 96/100
POGGIO CANNETO 2004 voto 87/100
OSCANO 2004 voto 84/100

Che vini virtuosi quelli di Carlo e Marco Carini. Bianchi della suadenza speziata, della rotondità polposa del Poggio Canneto 2004, davvero pochi non solo in Umbria. A seguire un Oscano 2004 dalla ciliegia nera polposa di turgore e nitore evidente. Quindi il Tegolaro 2003: un mondo a parte. Subito al contatto della sua nera massa di frutto si giunge a Bordeaux, e s'ode il cassis mentoso ivi imperante, di polposità struggente, di concentrazione possente, dolce sposarsi con i balsami dolci d'un rovere di nettezza cristallina. Lo si riprende con il naso, e la linfacea clorofilla del Cabernet torna, in veste di blasamica mora, ad inebriare con la sua assoluta novità di tinta e d'aroma. Questo è uno fra i migliori rossi d'Italia dell'anno, fra i migliori dell'Umbria di sempre. Campione da Annuario dei Migliori che nella sua bluastrità visiva, nella sua perduta dolcezza d'ingresso al palato da frutto compiutamente maturo, riecheggia l'impatto e l'aspetto del mitico Sassicaia 1985. Chapeau a Carlo e Marco Carini per questo assoluto conseguimento.

Veronelli 2005

Tegolaro 2003, Oscano e Poggio Canneto 2004

2005
(continua) TEGOLARO 2003, OSCANO e POGGIO CANNETO 2004

OSCANO 2004 voto 86/100
POGGIO CANNETO 2004 voto 86/100
TEGOLARO 2003 voto 88/100

L'azienda agraria Carlo e Marco Carini è un complesso di 140 ettari con numerosi casali, un borgo e due piccoli laghi, poco lontano da Perugia. La sua ubicazione tra le pendici del monte Tezio e la piana del Trasimeno la rende particolarmente adatta alla coltivazione della vite e dell'ulivo. I filari odierni crescono sulle tracce delle vigne coltivate un tempo dai monaci.

Vini d'Italia 2005

Tegolaro 2003, Oscano e Poggio Canneto 2004

2005
(continua) I fratelli Carlo e Marco Carini, rispettivamente costruttore e medico, devono aver avuto le idee piuttosto chiare quando, ormai alcuni anni fa, decisero di dare nuova linfa all'azienda agraria paterna. Non si spiegherebbe altrimenti lo splendido microcosmo, praticamente autarchico, creato dai due sulle dolci colline a metà strada tra il Monte Tezio e la piana del lago Trasimeno. Oltre ai vigneti, infatti, non mancano uliveti, un delizioso allevamento di cinta senese, uno di lepri, due laghetti e diversi casali, tipici dell'Umbria mezzadrile. Che dire? Un piccolo paradiso dove, naturalmente, fa bella mostra di se anche la nuovissima cantina. È qui che l'enologo Maurilio Chioccia, ben affiancato dal giovane agronomo Michele Baiocco e dal cantiniere Felice La Rocca, riesce ogni anno a dare vita a vini splendidi, dal giusto connubio tra territorio e gusto internazionale. A cominciare dal Tegolaro, forse il vino più rappresentativo dell'azienda, frutto di un uvaggio a base merlot, cabernet e sangiovese. La caldissima vendemmia 2003, però, ci consegna un prodotto leggermente più stanco rispetto alle precedenti edizioni. L'impostazione stilistica è la medesima (complessità, concentrazione ma anche vivacità ed eleganza), eppure i toni non sono così brillanti come in passato e il naso è leggermente segnato da tratti surmaturi e vegetali. Un vino piacevole, certo, ma che ha potenzialità ben diverse, almeno a giudicare dai primi assaggi targati 2004. Strappa ancora applausi, infine, il bianco Poggio Canneto '04 (da uve chardonnay, pinot bianco e grachetto), ricco, fresco e dai toni dolcemente fruttati, mentre raccoglie un ottimo risultato il rosso Oscano '04 da uve in prevalenza sangiovese con un'aggiunta di ciliegiolo.

Guida al vino quotidiano 2005

Oscano 2004

2005
(continua) Azienda all'avanguardia per le strutture di cantina, negli ultimi tempi sta raggiungendo risultati che la attestano tra le più rappresentative del panorama umbro. L'Oscano (sangiovese al 70% e ciliegiolo) è un rosso di razza, che alla vista si presenta rubino brillante; al naso prevalgono le sensazioni vinose e fruttate, anche se in sottofondo si percepiscono note di grafite e terra bagnata. Morbido e avvolgente, è caratterizzato da note dolci di spezie e di vaniglia: finale equilibrato e di lunga e piacevole persistenza.

Luca Maroni

TEGOLARO 2003

2005
(continua) TEGOLARO 2003 voto 96/100
Sensazioni: per consistenza, equilibrio, integrità, fra i migliori rossi dell'anno e fra i migliori blend bordolesi di sempre. Ha una profondità di mora mentosa, una bordolesità totale nel suo avvitarsi profondo, in inspirazione d'olfazione, tra vene mentose, eucaliptose e balsamiche, tra spire di polpa di mora, di cassis e di visciola nera, tra venti boreali di freschezza algida e clorofillosa, tra dolcezze profonde di distillate bacche del bosco. Maestoso il portato, l'essudato, il fittissimo tannino, il rovere del legno: assolutamente dosato e puramente cristallino. Dominante la souplesse morbida di sapore d'un pur possente, sontuoso assieme. Magnifica la materia prima, di concentrazione e maturità compiute. Maestra la trasformazione enologica di tale baccaceo tesoro: raro sentire pulsare la linfa della natura in aroma a queste profonde potentità di vigore. A queste limpidezze e integrità di profumo che ricongiungono questo vino, la sua massima, eterea potenza espressiva, alla sua terrestre essenza di bluastro frutto.

Il venerdì

Un rosso costruito con un progetto di alta qualità

2003
(continua) TEGOLARO 2001
Galeotto fu il Vinitaly 2001. Alla più importante rassegna enologica d'Italia, Carlo Carini era andato da curioso, per assaggiare i vini degli altri. Carlo di professione è costruttore, con un fratello, Marco, docente di Medicina. I genitori, Bruna e Armando, erano proprietari di una vasta azienda agricola a Colle Umberto. In anticipo sui tempi (siamo negli anni '60) Armando aveva piantato Sangiovese, Ciliegiolo, Grechetto, ma anche Merlot e Cabernet Sauvignon. Produceva vino e lo vendeva sfuso. Armando non c'è più e i figli si sono impegnati nella gestione aziendale. Ma, dopo quel fatale Vinitaly, con un nuovo progetto: solo vino di alta qualità e in bottiglia. L'enologo è Maurillo Chioccia, l'agronomo Michele Baiocco. Per ora, tre vini: il bianco Poggio Canneto (Chardonnay, Pinot bianco, Grechetto), i rossi Oscano (Sangiovese e Ciliegiolo) e questo Tegolaro. Ottenuto da Merlot, Cabernet Sauvignon e Sangiovese, maturato un anno in rovere e affinato in vetro, profondo nel colore, intenso nei profumi di frutti neri maturi (more, ciliegie) e spezie sottili, di ottima struttura, ha sapore ricco e armonico, di lunga piacevolezza. A Perugia da Lombardi, a Roma da Rive Gauche sui 22-25 euro.